Gianna detta la Giagina

I fiorentini hanno elevato l’usanza di “mettere soprannomi” ad un arte di ironia pura. I nick, così come noi li conosciamo, e come i più giovani li intendono, sono solo la pallida derivazione di un uso popolare della sintesi e sono tutt’altra cosa dai soprannomi.
Il nick ciascuno lo sceglie per sè. Il soprannome te lo danno gli altri, è una sintesi ironica di quello che sei, di quello che hai fatto, di come ti vedono.
Il nick comunica quello che vorresti essere
Il soprannome comunica quello che sei.
Tradizione millenaria, alcuni sono entrati nella storia non tanto per il nome quanto per il cognomen che in antichità era spesso derivato un soprannome, che finiva per identificare una famiglia. Prendete Cicerone, detto così per un bozzolo sul naso grande come un cece di un suo avo.
Io son Giagina, che è un vezzeggiativo/nick/soprannome. Il che lo rende molto vicino a definire chi sono.
Ma la storia dei miei soprannomi non finisce qua.
Il mio nonno paterno mi chiamava, da piccola “la francesina”, per un certo stile, che ovviamente, si vedeva già in tenera età, poi son stata “la secca” o “l’Olivia” in quanto filiforme (lo so difficile da credere) ma con una solida base : due piedi lunghissimi.
Gli amici nel periodo dell’adolescenza mi chiamavano “Tronchetto” , eh si , forme zero, punto vita inesistente, poi sono esplosa e a meno che di non variarlo in Baobab era difficile proseguire nell’uso del soprannome. Nel quartiere dove sono cresciuta per tutti ero la “nipote della parigi” dal cognome di mia nonna, che convengo non è un soprannome, ma per molti era l’unico nome che avessi.
Una volta ho avuto anche un soprannome in coppia. Eh si, insieme a mia sorella , nella compagnia degli amici ci chiamavano “le gemelline di shining” cioè un incubo.
Ma io sono recente, ci sono soprannomi nel mio quartiere, o più in generale nella mia città. che fanno la storia, percorrono vite, inquadrano mondi riassunti e comunicati in una parola.
Conoscerete il bel mondo fiorentino e sanfredianino attraverso i vari vedovini, barabao, pallonzole, i’gobbo, la suzzella… in un quartiere dove perfino le case e le pietre delle strade avevano un nome.
La storia della mia famiglia ebbe inizio da Fernando detto i’senzamascella, il nonno di mia mamma, ma questa è un’altra storia.

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