Repetiva iuvant

Mi ricordo che stavo leggendo “L’amore ai tempi del colera” e mi sembrava quasi di essermi calata nell’ambient giusto visto la sporcizia che regnava tutto intorno a me, avevo pagato per stare lì e mi faceva quasi un po schifo sedermi su quelle sedie sgangherate mentre l’aria era carica di odore di sudore e di chiuso.

Ricordo che pensai che “meno male che siamo in un ospedale”, quasi un anno di attesa per avere quell’appuntamento, ma si sa il “centro d’eccellenza” ha le code… comunque io ero lì giusto per due cose veloci, una visita dei nei e per togliere alcuni fastidiosi pallini che mi si formano sul collo.

Venne il mio turno. Nel bugigattolo che mi fu indicato con l’altisonante nome di “ambulatorio” trovai una situazione da Film di Fellini. Una matrona gigante incastrata in una sedia da cui sbuzzavano attraverso i braccioli i suoi fianchi gloriosi, circondata da una corte non meglio definita di camici bianchi. Sapete il camice bianco dovrebbe dare sicurezza. Dovrebbe.

La matrona mi chiese che cosa stessi leggendo, e io le mostrai il mio libro tenendo fra i denti il commento che avrebbe accomunato il colera a quel posto. Poi le esposi i miei due problemi : vista dei nei e estirpazione dei pallini. Le detti anche la cartelletta col mio nome fattami con tanta dedizione burocratica allo sportello. La signora fece una bella risatina, tutto il branco caprone rise con lei, poi stracciò la mia cartelletta e mi disse ” ah ah …no guardi vada nell’ambulatorio XY che lì sono bravissimi a fare queste cose”… questo dieci anni fa.Ovviamente rimasi basita.

Oggi stessa storia, vado nell’ambulatorio XY, dove 10anni fa alla fine mi levarono i pallini e chi ti trovo? ma lei , la cara Doc P.,che, affiancata da una altrettanto pittoresca infermiera coi capelli rosa fucsia e arancio, degna del carnervale piu improbabile, mi guarda e fa lo stesso risolino, ovviamente mi guarda ben da lontano i pallini che nel frattempo si sono riformati e mi rimbalza ad un altro ambulatorio “che lì sono piu bravi” Ovviamente DOPO aver pagato il ticket.Ovviamente dopo essermi sorbita una sua bella chiacchierata al cellulare dove, per togliersi di torno lo scocciatore, gli ha detto “Sai la paziente mi sta guardando male perchè parlo al telefono”…

Pensavo di averle viste tutte dopo l’esperienza di 10 anni fa e dopo l’elettrocardiogramma stracciato dal medico di base perchè eseguito da uno specialista ASL che a sua detta “non ha nemmeno la laurea” e dopo che un ortopedico non mi ha fatto nemmeno fatta sedere su uno sgabello ma mi ha chiesto di mettere il mio piede dolorante direttamente sulla scrivania e mi ha visitata con un paio di guanti di cuoio stile giardinaggio ( alla faccia della sensibilità) .

Mi sbagliavo, forse un ticket di 18,60 eu è abbastanza per togliersi l’illusione di essere rispettati in questo paese.

Repetita iuvant.

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