Bianca rosa ariosa

rose1

Non ho dato aria alla mia vita, continuo a dormire maliccio, continua questa svogliatezza, per fortuna non ho più incontrato signore mutande-munite.
Le rondini già ci sono e anche gli usignoli, quelli che cantano in sessione notturna.
Una di queste notti se n’è piazzato uno a poca distanza dalla mia finestra che, benchè chiusa, non riusciva ad arginare la potenza dei suoi gorgoglii, delle sue note acute, dei suoi ghirigori musicali.
Mi sono svegliata perché la gatta mi passeggiava nervosamente sopra e io e lei ci siamo messe in ascolto di questa bellezza.
Un canto sonoro e limpido. Un canto che se, minimo minimo, soffri d’insonnia ti manda al manicomio, ma che , se sei tranquilla, puoi godere come un mantra rilassante. Capace di strofa in strofa, di voluta in voluta, di gorgoglio in gorgoglio, di mostrarti quanto la Natura è ben più sorprendente di qualunque artificio umano.
Seguivo il canto nel silenzio e su quei percorsi musicali ho iniziato a pensare, dapprima alle rogne, poi ai pensieri , poi alle cose di tutti i giorni concatenate le une alle altre a quelle che ci sono e a quelle che ci saranno e, poi , nota dopo nota a quello che potrebbe esserci.
Come prevedibile, nel divagare, m’è tornato alla mente il racconto di Oscar Wilde, l’usignolo e la rosa, che tutti noi abbiamo letto alle medie.
Un usignolo che cantando tutta una notte si sacrifica per donare il rosso ad una rosa invernale, trafiggendosi con una spina del roseto.
La rosa serve a suggellare un amore, un fragile ma importante dono per un ballo.
La rosa finisce sotto le ruote di una carrozza perché la ragazza destinataria di cotanto regalo le preferisce un paio di scarpette.
Da piccola il racconto mi faceva piangere. La stupidità delle donne è risaputa e pensavo a quel sacrificio inutile…
Fatto sta che l’usignolo e le rondini e altri fatti minuti, altre persone, altri canti hanno aperto un pertugio nella mia finestra chiusa.
Non è ancora il riscontro che mi ci vuole. Per adesso c’è lo spiffero.
Nessun usignolo è stato sacrificato , ma qualcuno mi ha portato una rosellina. Bianca.
Ed io non ho intenzione di preferirle alcunchè.

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