Brain storming – in progress da Cannes

21.6Ho lasciato Firenze al culmine, per ora, di una periodo strano che è iniziato piu o meno un anno fa. Già un anno fa. Stessi luoghi, stesso viaggio, stessi scopi.
In questa giornata mi sono passati davanti agli occhi in treno gli stessi panorami di due volte l’anno, andata e ritorno, da vent’anni. Solo che quando tornerò a casa ci sarà un nuovo Sindaco. Bada lì, direte voi.bada lì ‘na s***, direi io, con quella sanfredianinità prorompente che sputo solo in questi casi.
Ecco, lunghe ore passate guardando fuori dal finestrino, leggendo i giornali, le riviste, pensando. Articoli dedicati agli aggiornamenti da bordellonia e il Disonorevole, al referendum piu inutile e ammerdante della storia, perché solo noi riusciamo ad avere una classe politica che dice di voler fare una cosa, non la fa e mette su un referendum per costringersi a farla. Cioè una ammissione di totale incapacità e inefficenza.
Praticamente un nulla di concreto sui problemi reali e veri della gente, nessun riflessione sul fallimento delle social card, sui licenziati che non hanno risposte, i problemi della scuola che nessun lavagna tecnologica potrà sanare, la deresponsabilizzazione delle famiglie rispetto ai figli.
Sui terremotati poi sta inziando un’operazione vergognosa, la propaganda sulla tecnologia avveniristica delle case che gli costruiranno, case di legno, una volta le chiamavamo baracche ma queste hanno i pannelli solari e i rendering saranno sparati di fronte ai grandi del G8 di fatto queste persone non sanno quando e come torneranno nelle loro case. anzi. Però, siamo tutti in coda per il prossimo GF. Un disastro.
E poi due articoli dedicati ai due contendenti a Palazzo Vecchio, si parla di cosa hanno fatto, di come sono. Uno confessa che non ha dimestichezza con la tecnologia, perché predilige il contatto umano, l’altro manda enews e si connette dai cessi del treno per rispondere alle email.
Sembrebbe che i due abbiano due ricette per risolvere i problemi di Firenze, ma è impossibile perché c’è solo un modo di fare le cose, farle per bene.
Tre sono i temi caldi a Firenze, Stadio, Buche e Tramvia.
E su queste tre cose non si possono fare che tre cose, tappare le buche, rifare lo stadio e rivedere la tramvia. Per queste tre cose serve solo una cosa: soldi. E come si dice a Firenze, senza lilleri un si lallera.Il che non ci lascia molto da spaziare.
Dove sono i progetti per far vivere ai fiorentini una vita che non sia da turista tutto l’anno? Dove i come-cosa-fare perchè la ricchezza lasciataci da altri ben piu lungimiranti Granduchi sia una risorsa per tutta la città, e non solo in termini di crescita economica ma anche sociale? Io vedo solo una gara a chi usa meglio twitter.
Quello che piu mi ha fatto riflettere è che a fine articoli i rispettivi addetti stampa ci tenevano a far notare che avevano stretto amicizia su FB. Allora ho capito che siamo alla frutta.
Mi è venuto in mente un vecchio spot del wwf, spagnolo, ad un bambino si da un cucciolo di cocker ed il bimbo ci gioca, lo accarezza, il cagnolino lo lecca e gli soffia sul visino. Il bimbo sorride ed è felice, vivo. Poi improvvisamente gli viene tolto il cane per sostituirlo con una riproduzione di pelouche . Il bimbo inizia a piangere sconsolato. Nothing can replace life.
Il che mi ricorda perché sono qua.

22.6 Flash :
“… questo ricorderò di lui, le sue piccole imperfezioni che lo facevano così perfetto per me”. Singapore ha voglia di famiglia
“ A small dictator is a great danger” le erezioni travestite da dittatori per allertare contro l’AIDS
“Chi è venuto da tanto lontano per lavorare e crescere con noi ha un posto speciale riservato nei nostri cuori “ Lo Stato di San Paolo in occasione del centenario della immigrazione giapponese
Piccole cose , ma indice che ancora, da qualche parte ci sono cervelli che funzionano.
E poi un film della fondazione sudafricana Nelson Mandela, sulle donne normali che sanno diventare speciali. Un film di speranza, di lotta, di coscienza, di intelligenza e forza. Del potere positivo delle donne, speciali anche nella loro normalità.
E poi, Neda.

23.6
Reduce dalla lettura dei nostri giornali dove il Premier non ci fa una bella figura e noi (loro), che ce lo siamo scelto, con lui. Rischiamo di passare per un popolo di puttane e puttanieri.
Oddio in verità io piu che altro negli occhi dei miei colleghi vedo parecchia compassione. I soliti italiani zuzzerelloni.
Io non mi sento affatto colpevole della ammerdosità del nostro premier, francamente sono della stessa opinione di sua ex-moglie, intravedo tracce di malattia e quindi di compassione per questo povero uomo. Anch’io consiglierei a chi gli sta vicino che gli faccia fare un tagliando. Da uno bravo però.
Mi sento molto piu colpita da un film che ho visto oggi, un film svedese per le Nazioni Unite (quindi un organismo di tutto rispetto) . Un bel signore, giovane affascinante, ben vestito, italian style al 100% ci parla sullo sfondo di uno studio pieno di disegni tecnici, il suo accento è forbito, lo stile impeccabile.Il sorriso affascinante , il capello un po’ alla montezemolo, ma indiscutibilmente italiano. O meglio indiscutibilmente come ci vedono in svezia, belloccioni e piacioni. Lui parla italiano, qualcuno che non vediamo lo intervista sul suo lavoro. ed uno speaker ci traduce, parla con orgoglio dei traguardi raggiunti. Parla di dinamica, di fisica, vediamo anche il prototipo di quello che lui definisce “il suo gioiellino”, in vari colori pastello…confesso che lì per lì ho pensato ad un rubinetto, anch’io colpita dal nostro famoso italian style.
Poi si scopre che la farfalletta colorata di rosa è solo parte di una mina anti-uomo. Una di quelle mine che se va male uccidono e se va bene falciano le gambe ai bambini in mezzo mondo “ Ma lei – chiede lo speaker – non sa a cosa servono queste farfallette? “ Lui fa un sorriso da latin lover e dice “ma io sono solo un designer” E io mi sono VERGOGNATA di essere italiana.


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Un pensiero su “Brain storming – in progress da Cannes

  1. antonio g.

    Ciao Già, ogni tanto mi fermo qui a casa tua.
    Si sta bene, due “chiacchiere”, un pensiero.

    La comunicazione sociale che tu citi e che non
    vedo da nessuna parte.
    Autoreferenzialità o io che frequento poca TV?

    Buon lavoro

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