Sfogo personale

Chi mi conosce sa quanta fatica io faccia, nella vita reale, a contraddire le persone. Non disdegno , è vero una sana discussione, ma difficilmente mi arrabbio, specialmente con le persone care. Accumulo, digerisco, dissimulo, metabolizzo, mia sorella dice accondiscendo con troppa facilità. Con le amiche (una+una forse) non ho mai litigato, pensano che io sia una specie di santa perché non me la prendo mai veramente con nessuno, giustifico tutti, cerco di capire e di compenetrarmi con tutti. Però sedimento. Non sarei umana altrimenti. E strato su strato poi esplodo. Lo dico qui, che tanto non mi legge nessuno e io ho bisogno di sfogarmi e data la carenza di amici suddetta, preferisco mollare giu il malanimo qui e poi passarci sopra. Posterò un bel po di video, di immagini sorridenti, di stronzate e la vita irreale ingloberà anche questo problema reale che si chiama: mamma. Mia mamma non è felice. Non lo è mai stata. Non ha fatto la vita che voleva, le sono morti figli, ha avuto problemi familiari con mio nonno, tante cose, molte spiacevoli .Non è soddisfatta e la fa pagare a chi le sta vicino. Ovviamente non se ne rende conto, lo fa in assoluta buonafede. Ma è una specie di martello pneumatico. Vive sola, mio padre non c’è più da qualche anno, ma tanto anche quando c’era era lo stesso, c’era solo una persona in più da martellare. Non va mai, mai, mai bene niente di quello che noi figli facciamo. Tutto diventa un obbligo, la carenza un delitto. Siamo tre fratelli. La chiamiamo tre volte al giorno, sul serio, e la vediamo ogni tre giorni, tutti. Se una domenica non è possibile per impegni imprevisti scatta il broncio. Lei è sola fra un branco di stronzi (noi) e se glielo fai notare si imbelvisce urlandoti che lei non fa mai niente di buono che allora la consideriamo una pazza, una che non ha mai ragione. In più, dopo essersi ammalata di cancro al seno, risolto a detta dei medici brillantemente e senza grossi pericoli, anche un mal di testa è indice di metastasi, digerire male l’indice di fine vita, per una congiuntivite ha piantato un tale casino che non sono bastate la visita al pronto soccorso, tre visite da oculisti diversi, esami approfonditi e ecografie. No ci voleva una risonanza magnetica urgente perché dopo tre giorni di collirio, su una previsione di almeno 15, aveva ancora il bruciore agli occhi. Noi che la rassicuravamo ci siamo beccate delle stronze che se ne fregano se stava morendo, lei si è beccata una ramanzina dall’ennesimo oculista che si è rifiutato di farle l’ennesima visita in tre giorni. NON HA NULLA SIGNORA , ma io mi sono beccata la parte di merda. E sedimenta oggi e sedimenta domani un mese, due mesi, un anno, due anni. Erano qualcosa come sei anni che accumulavo e la cosa le deve aver fatto specie che io, la più calma, abbia perso le staffe. Quella volta non le urlai nemmeno, era giustamente preoccupata per la salute di mio padre che non aveva molte vie di scampo eravamo a tavola e , sempre dopo mesi di sedimento, mi urlò in faccia “Come mai non riesci ad essere magra come tua sorella?” con un tale astio come se il fatto di essere grassa fosse una colpa terrificante, un delitto, non so cosa. Qualcosa che io cercassi di essere apposta per fare rabbia a lei. Mi alzai presi la borsa e usci di casa. Mollandoli lì tutti in un mega litigio. Perché ovviamente poi ce n’era per tutti, gatta compresa.Tornai dopo qualche tempo per mio padre e le dissi – non rivolgermi mai piu la parola se come figlia non ti vado bene. Oggi invece ho urlato, perché non ne potevo più, vabbene tutto ma insomma anch’io ho i miei problemi. Se è caldo, se è estate, se la gente è in ferie, se mia cognata non chiama, se l’autobus fa vibrare casa, se la casa di fronte è troppo bianca, se mia nipote non mangia salato, se mia zia ha un marito stronzo, se la valigia che le serve per agosto non è stata ancora comprata, se la cassina del nonno tutti la schifano perché è sua e non perché non c’è posto in casa dove metterla, se al cimitero non ci andiamo mai (io non ce la faccio a stare lì davanti ad una foto del babbo), se saturno è contro, cazzo non colpa mia e non devo porci sempre rimedio io, io che non faccio abbastanza, che faccio altro, che non ho tempo, porcoddissi lavoro 16 ore al giorno 350 giorni l’anno e sono andata a pranzo oggi, dopo averla vista giovedì, non l’anno scorso, perché domani devo, sottolineo devo, andare a trovare un mio cognato immobile in un letto a fine vita. Cavolo almeno andassi a divertirmi. Non va bene. Lei è sempre sola. Capisco che le manca mio padre, che martedì sono cinque anni che non c’è più. No, diciamolo che non lo diciamo mai, che E’ MORTO, ma manca a tutti e nessuno potrà rimpiazzarlo. Non sono stata delicata. Ho preso le mie cose e le detto “basta mamma ognuno ha i suoi problemi. A te il marito è già morto, il mio sta morendo, ogni tanto pensa anche a questo” e l’ho lasciata piangente.

Non si puo paragonare il bene che le voglio a niente altro al mondo e così è per i miei fratelli. E so che lei per me darebbe la vita.Non sono fiera della mia piazzata. Ma così è.

-fine-

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6 thoughts on “Sfogo personale

  1. Ciao Già. Quasi mi sembrava di guardare attraverso una finestra socchiusa e ho provato un po’ di disagio mentre leggevo questa pagina del tuo “diario”.

    Domani o fra qualche mese andrà meglio, mi pare di aver capito che sei una donna positiva e capace di rialzarti.

    Prenditi due ore per te e vattene a spasso tra la gente nella tua bella città, non incontrare nessuno, guarda le persone e le case e i palazzi.

    Fai finta di essere un turista venuto a Firenze per la prima volta nella sua vita, apri occhi ed orecchie e goditela pensando solo a quello che vedi e ascolti in quel momento intorno a te.

    Ciao

  2. ciao antonio,
    eh ieri il post è andato così, sul personale.
    Però non so mica se seguire il tuo consiglio. L’ultima volta mi sono trovata di fronte una con un paio di mutande.
    Capitasse oggi sarei capace di staccarle la testa a morsi!
    Grazie del sostegno morale.
    G

  3. Già, me la ricordo la storia delle mutande.
    Magari stavolta ce la fai a comprartele come ti pare senza commenti dell’intrusa.
    In ogni caso avresti una storia diversa da ricordare e da raccontare, avresti portato la testa altrove.

    Ciao Già

  4. Oggi sono stata io a farti le “palle”, come sempre del resto. Del tuo sfogo ne avevamo parlato davanti ad un caffe’ e ti dissi che finalmente avevi fatto bene.
    Comunque meno male che ci sei e sei così…..unica.
    E comunque Giagina te lo ricordi cosa diceva la nonna Nunzia?
    “Begli ossi un si son mai detti!!!!!” Almeno te le rughe non le hai!!!!!
    Bacio Titti

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