Avessi studiato

libriMio nonno voleva che entrassi alle Poste. Mio padre voleva che entrassi nei vigili urbani, mia mamma voleva che facessi la mamma. Io volevo studiare. Volevo fare filosofia, studiare i pensieri di altri , elaborare teorie mie, dare spiegazioni al perché dell’amore, della vita, della morte. Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. Avessi studiato forse lo saprei. Avessi studiato di più farei la maestra. Avessi studiato di più conoscerei milioni di parole in più, in tante lingue, in tante culture, in tanti dialetti. Avessi studiato di più potrei farmi compatire, ho studiato e non ho un lavoro adeguato ai miei studi.
Adesso ho una colpa, non aver studiato di più. Ah se tu avessi studiato di più!
Avessi studiato o meglio avessi potuto studiare. Avessi potuto studiare forse sarei stata una ricercatrice e in virtù delle mie capacità e dei miei studi potrei ricattare il mio Paese. Sono stato bravo, torno se l’Italia cambia.
Ma non ho studiato e sono sempre stata qua e ho lavorato e con le mie tasse ho pagato il sistema scolastico che permette a qualcuno di studiare, di diventare bravo, di emigrare e poi di poter dire “torno se l’Italia cambia”.
Quindi adesso, per essere una brava cittadina, mi devo pure impegnare a far cambiare l’Italia affinchè il bravo ricercatore possa tornare.
Quanto vale l’impegno di chi è rimasto? E per chi non ha potuto studiare, scappare, emigrare, trovare i suoi obiettivi all’estero? Promuoviamo emigrazioni virtuali: pago le tasse solo se l’Italia cambia, mi sospendo da cittadino italiano finchè l’Italia non cambia, non faccio più il pane all’olio se l’Italia non cambia, non vado piu in fabbrica se l’Italia non cambia.
E quanto ancora vale essere di un Paese? Perché non usciamo da queste logiche di campanili terremotati? Io sono dove c’è la mia felicità.

Avessi studiato, adesso potrei dire una banalità come “L’Italia deve cambiare” e dall’alto del mio essere ricercatore emigrante avrei un pezzo sul Corsera, invece non ho studiato e ho solo un blog. Quando si dice, a studiare di più.

3 pensieri su “Avessi studiato

  1. antonio g.

    Ciao Già, ti disturba il diminutivo del diminutivo?, come stai?

    Leggo sempre quello che scrivi sul tuo blog, certe volte superi te stessa.

    La tastiera pungente e la smorfia schifata che spesso immagino sul tuo viso, mi fanno sentire spesso complice di quello che scrivi.

    Certo, è vero. Studiare di più, anche se dubito che oggi sia un valore diffuso.

    E il ricercatore in fondo è comunque uno sfigato che ha perso il contatto con la sua Patria se pensa che a qualcuno qui, oggi, possa fregare della sua “minaccia”.

    Ciao

  2. Ciao Antonio,
    no no mi disturba il dimi-diminutivo.
    E invece pensa che non ho quasi mai la faccia schifata, anzi è piu facile che la prenda a ridere.
    Tanto a che pro incazzarsi?
    Noi italiani dovremmo mettere in pratica minacce ben più sostanziose del mancato rientro di un ricercatore, seppur bravo.
    A presto
    G

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