spianata e libera

Matisse_Viso

Quando qualcuno se ne va inziano quei riti strani di ripescaggio dal passato. Si tirano fuori vecchie scatole, vecchie lettere, video, foto. Tante foto. In una famiglia come la mia acquisita, piena di fotografi,per talento , per passione e per professione, le foto hanno spesso al forma di provino, rotoli infiniti di immagini una dietro l’altra come fotogrammi di un film, così diverse dalle cartoline staccate che si mescolano e finiscono per non avere nè capo nè coda. Il rotolo garantisce la sequenza, la cronologia delle espressioni, il cambio climatico, la variazione temporale della luce. Decine di rotoli giacciono sui tavoli di casa, li srotolo a casaccio e mi balzano agli occhi gli ultimi ventanni della mia vita, i miei gatti che crescono fotogramma dopo fotogramma, gli amici che cambiano età festa dopo festa, giornate di vacanza, mescolati a backstage di lavori,Pippo Baudo e Gullit mescolati alla Consiglia dei conigli, vestiti che avevo dimenticato, odori che ho riconquistato, certe sere fumose nella cucina di campagna, col camino acceso e incrostato di fuliggine secolare e decine di amici disparati e ora spersi, che condividono di sguincio un tavolo sempre troppo piccolo,i piatti spaiati, i fiaschi impagliati, i maglioni dismessi, i capelli scarmigliati, la rilassatezza e il genuino divertimento.A tratti posso ricordare la musica del vinile di sottodfondo, Chat Baker o qualche rara incisione di chissà quale autore annegato nel jazz. Uno tsunami di ricordi, una sensazione di amarezza per quell’energia persa, disciolta negli accadimenti della vita, di quella giovinezza e di quei sorrisi ancora ignari di tante cose.

Ma il brillio dei miei occhi è quello che mi manca di più, il sorriso naturale, la piega del collo mai guardinga. Non dovevo ancora guardarmi alle spalle per trovare la felicità, essa era davanti: spianata e libera. Adesso mi sento, senza espressione, vuota e dismessa come un bicchiere vuoto incrostato di calcarei ricordi .

Ed allora ho saputo con certezza quello che mi manca, mi manca quell’energia, mi manca l’amore, mi manca da morire essere innamorata. Essere innamorata di me stessa.

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4 thoughts on “spianata e libera

  1. Passo spesso da te e sono giorni che mi propongo di lasciarti un commento, poi oggi, con qualche minuto in più, leggo il tuo post, intenso, vero come la vita, quella di tutti i giorni.
    Vorrei poterti dire tante cose, ma non ti conosco e sarei invadente e, probabilmente, banale.
    Da come scrivi, insieme ad Eli, pur non conoscendovi, siete il più bell’acquisto del 2009, persone vere con idee e morale valide.
    Ci fai poco lo so’ 🙂
    un bacio
    Pronta

  2. che carina che sei , pronta ( ma ce l’hai un nome da cristiana?).
    Beh rimedieremo no? voglio dire ci conosceremo e magari ci piaceremo pure ddippiù! ( a proposito io non ho molto tempo di ‘sti tempi per venire nel tuo blog, dopo ci passo per vedere che effetto che fa la coppetta…so’ curiosa!) baci G.

  3. E si che ce l’ho un nome: Romana (che essendo nata e vissuta a Roma indica una spiccata fantasia dei miei 🙂 )
    Per la coppetta toccherà aspettare i commenti del prossimo mese, l’ho ordinata…ma mica è arrivata per tempo 🙂

    Baci baci

  4. Piacere Romana, allora aspetteremo la prossima, nel frattempo ci puoi sempre ripensare ( io sarei al terrore puro) .Baci

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