Racconti di vita

Tutto è iniziato con un tipo biondo. Niente male.
Ricordo che ero appena uscita dal restyling e mi sentivo molto osservata.
Lui aveva la faccia appena appena un po’ vissuta, di quelli che hanno passato molte ore in ufficio, un odore di tabacco di quelli sani, un ciuffo morbido. Le sue mani dalle unghie trascurate, mani che lavorano, pensai, mani che hanno un hobby.
Mi guardò insistentemente e io credetti di aver fatto una conquista. Avessi potuto sorridergli lo avrei fatto, ma c’era altra gente intorno a noi e quando mi afferrò sentì un brivido correre giu.
Fu una consumazione piuttosto veloce che mi lasciò alquanto insoddisfatta, mi sentivo poco rispettata.
Mi avevano comunque avvertita, non è mai la stessa cosa, quando il destino ti affida questa vita devi lasciarti andare, lasciarti afferrare dagli eventi, giorno dopo giorno. Capitò ancora ma il ragazzo era più gentile, mi guardò a lungo, avevo in quella occasione una posizione un pò defilata, poco in luce, ma lui non so come riuscì a catturare la mia attenzione, profumava di pulito, la borsa da geometra, forse. Un taglio di capelli ordinato, le mani morbide.
Mi piacciono le mani degli uomini, mani che sanno con pochi gesti aprirti con decisione fino in fondo, mani loquaci, mani a cui affidarsi e che parlano di vita.
Ci piacemmo all’istante, tornò altre volte, e aveva per me una passione sana, genuina, di quelle che consumano con delicatezza, senza mai sforzare, un gusto lento e preciso che ti fa assaporare ogni istante. In quei casi, inutile dirlo anche io godo di più.
Non siamo nate certo per essere sbattute giù con malagrazia, un po di amore anche nei piccoli gesti che condiscono la nostra esistenza ci vuole.
Credetti che fosse amore a vita, un fedele amico da aspettare almeno una volta ogni tanto. Sparì come spariscono tutti, incontrano un’altra, l’aspetto piu accattivante, e si abbandonano alla novità.
Ma io ormai non me la prendo. Esperienza dopo esperienza mi sono fatta piu disincantata, le prime volte te le ricordi tutte, gli ambienti, le luci, a volte la musica di sottofondo, la sensazione di colpire lo sguardo e lasciarsi prendere in questo gioco senza parole, di soli fatti, di carne e di umidori. A volte la lentezza nello scaldare l’ambiente, altre la rudezza fredda e veloce senza gusto.
Certo bisogna stare alle evenienze, una volta sono stata scelta da una giovane coppia. Lei carina, capelli mossi e lentiggini lievi su due occhi verdi molto espressivi, lui un po’ tenero con la battuta facile, forse era la loro prima volta insieme. Si aggiravano fra di noi tenendosi per mano ed avevano molta fretta, Mi videro e vollero provare insieme la novità.
Fu una improvvisata, una di quelle serate strane, un plaid su un pavimento di una casa ancora tutta vuota, piena solo delle loro promesse. Io a loro piena disposizione ma sapevo di non potergli bastare.
Ricordo le risate e i silenzi, le bocche che mi cercavano teneramente guardandosi negli occhi, le mani che si sfioravano e le dita che cercavano altre dita  e poi il corpo tutto. Tutto finì troppo velocemente e io non gustai nessuna dolcezza, nei loro gesti l’impazienza di finire e io non soddisfeci di sicuro la loro brama, visto che rimasi lì, a metà. Esclusa dal gioco.
Restai un po desolata, invidiosa di tanto amore, guardandoli mentre si sdraiavano sul plaid felici, con la bocca ancora piena del mio sapore si baciavano ancora sporchi di me, leccandomi via da loro.
E lì tutte le mie piccole soddisfazioni franarono.

Restai sola nel mio guscio rigido, nella mia atmosfera protetta e pensai, “come vorrei non essere nata lasagna monoporzione”.

– Lasagna pronta con pasta rustica – in offerta all’Esselunga 1,29 in monoporzione –

Annunci

20 thoughts on “Racconti di vita

  1. Un bisogno di malinconia…… una malinconia negata… un tentativo di ricordo come coitus interruptus…… un’ironia autoironica di chi non si vuol bene…. una speranza .. una speranza di salvezza affidata alla scrittura.. nel tentativo di nobilitare il male… il male di vivere! Ma la tua scrittura, o Giagina, è ancora compiaciuta e, per fortuna o sfortuna, ne garantisce e tutela la normalità del banale quotidiano. Se il compiacimento grafo-espressivo dovesse venir meno, cosa succederà? Sarai in grado di andare per i sentieri scoscesi, sulle montagne calve, dalle pietre aguzze, nei territori del dolore, senza alberi, fino alle alte cime splendenti, dove al sole del tramonto ancora il tuo viso abbozzerà un sorriso e guarderà con lieve tremore, che potrebbe diventar panico, le ombre della notte che si allungano?

    Che vorrà dire.. o meglio che vor di’?

  2. Giagina, vedi che la diagnosi e l’umor malinconico esalano dal tuo trasgressivo post… deinde et propter hoc la cura spetta a te .. non te la voglio rubare!

  3. mi curo , mi curo…grazie per preoccuparti della mia salute.
    Però dove la vedi la maliconia?
    Ma poi no è un post trasgressivo, sono i prodotti che mi parlano.
    Io sono solo il loro mezzo.
    Ciao
    G

  4. Ascolta Giagina, il mio post era un tentativo, un test, una provocazione, per vedere se qualche nervo scoperto ci fosse… in quanto nebulosamente al disotto della patina fenomenica di vita vissuta di una donna che vuole dire a parlare della sua fisicità, come manifestazione di libera autenticità…. al disotto ho creduto di intravedere NON una melanconia, ma un bisogno di malinconia, una melanconia negata…. con il tentativo artistico-espressivo di esorcizzare il tutto con il ricordo e la parola, che sono a volte in grado di armonizzare i contrasti ed equilibrare i sentimenti. Puo’ darsi, però, che tutto ciò che ho detto non c’entri niente… solo un test.. solo una provocazione!!

  5. Sympa, te la faccio piu semplice. Mi diverto a scrivere ‘ste cose.
    Ti assicuro anche che mentre le scrivo ci rido un sacco.
    Prova a riderci anche tu e via!

  6. Io ci rido… o meglio sorrido, ma speriamo che non passi da qui qualche psicanalista sfaccendato e cominci ad analizzare il nostro riso…. che in psicologia sembra essere un sintomo molto eloquente!

    Ciao, stammi bene!

  7. Si vede che ti diverti.
    I prodotti come umani ti riescono
    benissimo.
    Leggevo e saliva la curiosità.
    Mai avrei indovinato “l’assassino”

    Ciao

  8. …Già Gina (e Adesso Chi?),
    bella la foto in cima al blog, stile giallo psicologico anni trenta: bionda, occhio fondo e ceruleo, età cutanea sui trent’anni, misteriosa.

    Quasi il contrario di come sei tu, suppongo: “occhio a palla etrusco”, “che non brilla più” (mah!), frasi chirurgiche (“la piega guardinga del collo”), da ultimo giro di boa: quando si lascia il mare aperto e si torna verso riva, spinti da un ironico vento in poppa.

    Non negare l’evidenza della tua malinconia con l’argomento trasgressione: non c’è nulla di più triste di una malinconia trasgressiva da habituée, nostalgica di vecchi miti in vecchie foto (le spigolatrici).
    Togliti di sdosso questi ultimi veli (metafora, neh!), e mettili addosso a un personaggio d’invenzione: alla bionda lassù in cima, per esempio, starà benissimo. La renderà ancor più misteriosa, sottilmente vendicativa… La modella di un pittore senza ispirazione, la tela intonsa, o il contorno di un volto effacé (Magritte), mille volte cancellato…

    Ciao, Adesso Chi

  9. …in cima al blog la foto di un bambino maschio, foto degli anni 50, la trovate intera nel post del 090909.

    Quale allegria in questi anni ? L’allegria da happy-hour?

  10. Bella foto, ben tagliata. E io sognavo, immaginando come poteva essere invece l’autrice del blog.

    L’autore della foto, è detto, “non giudicava mai”: difficile a farsi, senza saper cogliere il lato buffo e allegro della vita. Altrimenti quasi tutto amareggia. Come le Lucky Strike di Vasco Rossi.

    Ho sfogliato il blog, e ho trovato quel che cercavo in data 5 agosto. Ma la morte di Norma Jean non ha nulla di stiloso, proprio nulla. A fine luglio ho citato un libro (di Mecacci) che lascia intravedere le trame dilettantesche, ma non per questo meno cupe, dei Grand’uomini che le ronzavano intorno.
    Al confronto, la vicenda D’Addario è una comica irresistibile, come negli sketch di Checco Zalone.

    Saluti

  11. è comica per il protagonista maschile dici?
    beh mi puoi trovare d’accordo, il personaggio fa alquanto ridere e nessuno nega la sua simpatia un po tracotante.
    Peccato debba fare altro che far ridere.

  12. Ah, bene,
    siamo passati al tu (“dici”), dopo il… GaliLei e il Galivoi (“foto degli anni 50, la trovate ecc.”).

    Ma dov’è finito “una risata vi (voi potenti) seppellirà”?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...