Modestamente

Per quanti hanno cercato di defirmi resto un mistero, mi hanno dato talmente tante etichette da riempire un mondo di scaffali. Posso avere milioni di colori, di suoni e profumi.
Davanti al mio dirompere, gli uomini restano sempre senza parole e io ne produco invece milioni: rime, canzoni, poemi. Amo i drammi, e nessuno può dire veramente di avermi conosciuto se non ne ha vissuto almeno uno nel mio nome.

Smuovo coscienze, fedi e passioni violente.
Parlo la lingua dei corpi, tocco forte e scappo, sfioro e mi accosto, mi nascondo e mi appaleso, ruoto e sto fermo, navigo e cammino, onda e valanga, avanzo nei cuori con tsunami sanguigni, esco dagli occhi con fiotti di lacrime, dalle bocche con urli , risa scomposte e trilli di usignoli, entro nelle orecchie con berci, sussurri, melodie e stonature.
Chi ha cercato di acchiapparmi è rimasto a mani vuote perché non sono infinito ma imprendibile, sfuggente e misterioso.

Incapaci di imbrigliarmi cerco invano di farmi conoscere ma sono incapibile per le vostre povere menti limitate.
Solo chiudendo gli occhi e lasciando alle mani il compito di cercarmi nella pelle morbida di un corpo gemello potreste cercare la mia essenza.
Solo inspirando l’odore di un bambino potreste assorbire la mia innocenza, solo nei colori di un orgasmo potreste capire la mia potenza.
Poveri io vi arricchisco, cattivi vi blandisco, scavo,  scruto, rapino e assorbo, rendo preziose le nuove albe, struggenti i tramonti e indimenticabili le notti ma mi addormento  solo il breve attimo di un sospiro quando il respiro si ferma nel riconoscermi e poi riempio la vita di aria e meraviglia. Dirigo la Natura, ogni morte, ogni nascita, ogni guizzo di farfalla e ruggito di pantera. Striscio fra le dune sassose e scapicollo da montagne innevate. Grandine e vento, sole e nuvole. Cresco di voi e voi morite per me.
Potete cercare di chiamarmi ma raramente rispondo, nascosto dietro angoli inattesi, ma non abbiate paura io ci sono.

Uguale e diverso, democratico e dittatore.
Vi aspetto al via di ogni nuova  vita. Mi troverete alla fine della vostra, palpabile sui volti di chi vi sta accanto capirete quanto siete stati capaci di rendervi miei strumenti. Chi mi ha incontrato raramente mi dimentica e mi descrive ogni volta con sillabe diverse.
Sono talmente potente, mutante e imprevedibile che nemmeno io stesso sono capace di trovare parole che non siano banali per presentarmi a voi, così modestamente amore.

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