Così

Era il 1961 e quindi io non l’ho mai conosciuto, si chiamava Andrea, aveva 5 giorni, ed è morto.
Un fratello che non ho mai visto ma che ha pesato nella mia vita proprio per la sua assenza.
Morì di setticemia contratta in ospedale, anzi in una clinica di quelle private a pagamento.
Ma nessuno fece niente? Abbiamo sempre chiesto a mia madre
Che vuoi, a quell’epoca … e poi fra medici non ci si azzanna.

L’anno prima era già morta mia sorella Marina, nata prematura e scaldata con borse dell’acqua calda in mancanza, nella solita clinica privata, di culline adatte.

Quell’epoca è quest’ epoca ?
Ecco, oggi, due storie così, di due bambini così, in un ospedale così, cinquant’anni dopo. Così.
Bambini di qualcuno, fratelli di qualcuno, nipoti di qualcuno. Presenze che erano vive, che hanno vagito , che sono state amate, guardate, toccate, annusate per brevi attimi e che sono perdute così, per uno sfregio alla loro fragilità estrema, nel loro affidarsi innocente a noi che avremmo dovuto tutelarli.
Io ho sofferto per quei fratelli che non ho mai avuto, per quei bambini mai conosciuti ma chiamati sempre per nome.

Un nome che è l’unica cosa che ci è rimasta.
Così.

Un pensiero su “Così

  1. keydome

    E’ da oggi che ci penso, che cosa si può commentare in un post così ?

    Niente per paura di sciuparlo.

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