Cuperlo a Firenze – basta zercar?

Non c’è posto più significativo di una biblioteca. Ci pensavo ieri sera alla presentazione di Basta Zercar. Sapete ho fatto da ragazzina un corso di biblioteconomia, mettendo il mio tempo libero per un anno intero a disposizione della scuola per aiutare nella sistemazione dei 12mila volumi della biblioteca scolastica. Tempo passato in quell’odore particolare che hanno i libri, a catalogarli a metterli in ordine. Sicuramente aiutata dal mio essere della Vergine, ordinata di natura e anche un po’ pignola. Mi piacevano gli scaffali ordinati, coi libri divisi per tema, avevo un righello, pensate, per sistemare le etichette sui dorsi tutti alla stessa altezza, mi infastidiva perfino quello scrivere le costole dall’alto in basso o basso alto . Biblioteche, posti silenziosi, dove si cerca un sapere, dove si va a colmare lacune. Ci si va con umiltà e voglia di crescere.

Ieri era così. Tante persone, gente in piedi, mescolata ai libri, fra i manuali di allevamento dei cani levrieri e i libri di sociologia, i dvd e una magnifica mostra di abiti  d’epoca, taffettà e merletti. C’erano saperi antichi, moderni e ovviamente contemporanei, noi, che cercavamo di definire, partendo dal libro dell’onorevole Cuperlo, cos’è il PD di cosa ha veramente bisogno, dove vuole andare e soprattutto, se ha delle chance di arrivarci. Credo che nessuno si sia annoiato e di certo non tutti se ne sono andati con tutte le risposte, certo i dubbi restano, però credo che tutti abbiano avuto la sensazione che il discutere  fa parte del nostro dna anche se , devo dire, di ragazzi ventenni ne ho visti pochini. Alla faccia del nuovismo le nostre ossa hanno anche oltre i 50 e sono signori e signore pronti a parlare di fondazioni, di D’Alema , di ricambio, ancora un po nostalgici di un partito che non c’è più, ma secondo me pronti anche a sostenere il nuovo , purchè abbia un ideale che invece non capiscono più quale sia.
Sono arrivata ad incontro già iniziato (colpa di Pitti Uomo) sebbene abbia avuto l’aiuto di un autista dei mezzi che si è inventato una fermata più comoda per me, potere del mio innegabile fascino da desperate housewife.

Parlava Irene Tinagli, giovane (lei davvero) e bella e brava economista credo di Empoli che dapprima è entrata nella segreteria nazionale sotto Vcube e poi rimasta delusa dal sistema interno diciamo poco partecipativo se n’è andata a cercare miglior sviluppo per le sue capacità nella fondazione di Montezemolo. Delusa number 1
Poi c’era Simone Siliani, candidato alle primarie per Marino, altro giovane (sotto i 50) che ultimamente è un pò critico verso la nuova segreteria aspettandosi di più dal Bersani . Deluso number 2
Poi c’era Sergio Staino, che dio gli protegga l’umorismo in politica , perché quanto al resto non trova grandi orizzonti. Deluso number 3
E poi c’era l’Onorevole, col suo libro pervaso anche di delusione. Deluso-ttimista number 4
Di cosa abbiamo parlato? Beh, conoscete Cuperlo abbiamo (ha) spaziato da Togliatti a Gobetti, un po di Keynes e un po di Tremonti, una sola volta ha nominato Berlusconi. Ha ripercorso il libro, citato brani.


In fondo, secondo me, però, abbiamo parlato di sveltine.
Avete in mente quella scena di Pretty Woman quando Richard chiede a Viv quant’è la prestazione? Lei dice 100 dollari, lui accetta e lei e inizia a fare pressioni, per, diciamo definire la questione, lui porta in tavola fragole e champagne lei dice “tutto questo è molto bello ma andiamo al sodo” e lui dice “avverto che il fattore tempo è primario per te. Quanto per  tutta  la notte?” Lei spara e lui accetta. Il sodo, la sostanza, ha bisogno di tempi lunghi non di sveltine.
Qui pare a tutti che abbiamo fatto una serie di sveltine, e le sveltine, di solito, a meno di grandi passioni , lasciano il tempo che trovano.
Andiamo, anzi, facciamo, il sodo. Col tempo che serve.
Cuperlo mi perdonerà il mio ardito accostamento. Anche se Richard Gere, insomma, è uno di cui si mangerebbe pure la buccia.
Avete tutti letto il libro “Basta Zercar” (vero???) per cui non devo certo dirvi io che alla fine, dopo le analisi e le premesse e le aspettative non c’è conclusione se non la necessità di fare non un partito che rincorre ma un partito che risponde. Non un partito di difesa ma un partito di certezze.
Fissare l’asticella, come dice l’onorevole, non sempre al ribasso rincorrendo la società nella sua deriva populista e mediaticamente condizionata, ma alzarla, man mano, col tempo portandosi dietro la società facendola crescere e prendere consapevolezza.
Ora la metafora dell’asticella a me riporta sempre alla mente i saltatori stile sara simeoni. Una corsa , un’ esile astina fissata su due punti che alla minima spallata cade rovinosamente. La nostra asta dovrebbe poggiare su un terrapieno di contenuti.
Ora mi rendo conto che il mio modo di esprimermi è quasi da parabola ma consentitemelo , non passano invano 15anni di catechismo.
Ci manca il pastore, ci manca la terra per fare il terrapieno, non l’abbiamo persa secondo me, sta dentro i famosi scatoloni. Basterebbe che qualcuno provvedesse a dargli una manciata di concime una bella rimescolata e potrebbe fare il nostro nuovo humus.
Per la parte del pastore lì, alle Oblate, qualcuno aveva anche qualche idea in proposito ma l’Onorevole , lo sapete com’è, un po restio, nicchia.
E in fondo gli do ragione, non è adatto, non sa scrivere dediche sui libri (bastava un buone cose) ed è ancora capace di arrossire.
Ma lavorandoci su…direbbe Viv…..

PS perché chiamo Gianni Cuperlo l’Onorevole? Per una riflessione stimolata un po’ da lui e un po’ dal mio precedente post. Lui richiama la solennità dell’Aula di Montecitorio e dice , anche nella 4° di coperta che forse noi ci siamo persi un po di solennità. Abbiamo banalizzato un po’ di cose. La rete dal canto suo abbatte i passaggi di conoscenza. Ci diamo tutti del tu. Siamo tutti amici-nemici. Il fatto sta però che nessuno ci ha mai presentati  e il piu delle volte non ci siamo neppure scelti. Con molta semplicità, mi sono chiesta quanto può veramente far “piacere” avere “amici” di questa tipologia. Ci sono modi e modi di darsi del tu, e io, ieri , mi sono resa conto di aver dato troppa familiarità al mio. Mi sono data fastidio, ripensandoci, da sola, anche perché, so che non si direbbe, ma sono piuttosto timida IRL. Non perché io pensi che a lui abbia dato fastidio, ma perché io l’ho trovato un po sfacciato per come voglio essere io. Ecco. Quindi mi scuso per l’inopportunità.
Buone cose.

9 pensieri su “Cuperlo a Firenze – basta zercar?

  1. Nel partito (quello vecchio) ci si dava del tu e ci si chiamava per cognome. Nel nuovo non so. Non so più nulla del nuovo, mi sono stufata dei delusi 1, 2, 3…67, 58…1890…1891 etcetc. E quindi ho deciso che io sono delusa dai delusi, Cuperlo compreso. Non so quanto dovessi essere già delusa da tanti schiamazzi, ma ho resistito, almeno un pò (sò stata brava, un pò: mò basta. Ho la sindrome da Titti mannara, come dice mia cugina). Penso che sia faticoso spiegare come la pensi a chi ascolta solo se stesso, ha in mente solo se stesso, e pensa di aver vinto pure quando ha perso.
    Ergo: gran bel post, Giagì, come sempre. Ma dipende dal fatto che tu scrivi bellissimi post, a prescindere dall’oggetto.
    Tanti baci.

  2. giagina

    ehi non farmi scherzi Eli…guarda prenditi un po di ferie. Tipo alle prossime elezioni dai buca…poi ne riparliamo 😉

  3. “In fondo, secondo me, però, abbiamo parlato di sveltine.”

    Succede alla presentazione dei libri. I temi sono tanti e complessi e richiederebbero tempo.

    Ma se la sala era piena è già una buona cosa. Io spero che il libro dell’ On. serva ache a chi come Eli si sente delusa, è questa la sensazione che ho avuto leggendolo, quella di un libro che vuole unire e non dividere, un libro che si pone riflessioni importanti ma da interpretazioni non invasive.

    Una cosa però approfitto visto il commento di Eli siamo in tanti ad essere stanchi, io spesso mi domando ” Ma chi me lo fa fare?” in fondo se chiudo la porta di casa la crisi c’è ma io sopravvivo uguale. Chi me lo fa fare di pasare da circa 4 anni diverse ore nella rete prendendomi anche qualche sputo per il mio pessimo Italiano ( quando dico Nome e cognome è anche uno sputta.. personale se legge qualcuno che mi conosce).

    Forse si potrebbe pensare che è la soddisfazione di uan qualche forma utilitarista dell’IO, ma senon c’ènemanche una foto in rete e se non fosse per le insistenze per chi pensa che un Nik sia un atto di vigliaccheria nemmeno direi il nome vero.

    Ecco non ho trovato di meglio che parlare del mio ombellico per dire che lo faccio per l’ombellico di mio figlio che è uguale all’ombellico del figlio di un’altro indipendentemente dal colore dello stesso ombellico. Ma con una precisazione fatti…..fatti…fatti…. condivisi e non solo parole riportate da altri.

    Eli i problemi che hai tu sono anche i problemi che ci sono da altre parti è la mancanza di un noi condiviso e se mi permetti ci deve essere anche un diverso modo di comcepire il rapporto fra i vecchi militanti e i nuovi arrivati.

    Ma che fine fanno le cetinaia di pagine che vengono fuori dal territorio quando si fanno i forum tematici?

    Li leggono a livello Regionale o Nazionale secondo te?

    la rottura è nella concezione di pensare che la politica sia un mestiere per tutta la vita a prescindere delle capacità che hai dimostrato. Questo ha portato a far si che anche i partiti di centro sinistra hanno dovuto occupare l’apparato parastatale fatto da centinaia di municipalizzate e USL dal nord al Sud. Oggi si parla di Rosarno è stato un atto grave e disumano su cui bisognerebbe interrogarci tutti e con realismo. Sai perchè a prato non è siccesso la stessa cosa, solo perchè gli Italiani licenziati per ora vivono con la CIGA e un artigiano che chiude non è degno di cittadinanza nel CS che si sente ancora di SN. MA QUANTI CINESI HANNO PERSO IL LAVORO?

    PER COME LAVORANO E IN QUALI CONDIZIONI, PER SAPERLO BASTA PARLARE CON UN OPERAIO CHI RIPARA LE MACCHINE DA CUCIRE NELLE INDISTRIE.

    Quanti Cinesi prendono i finanziamenti in banca per aprire le loro aziende?

    Porsi le domande giuste è che uniscono, e non dare sbagliate hai pensionati parafrasando Kennedy. E se mi permetti anche quella data a Marco63 che prevede una lotta fra fratelli, MARCO NON DEVE LOTTARE IN UN CIRCOLO DEL PD, MA DEVE LOTTARE CONTRO IL SUO AVVERSARIO IL PDL.

    PS: Gianna se mi sono fatto prendere la mano taglia pure non ti preoccupare. Ma mi sembrava giusto dire cosa pensavo.

    Grazie per il resoconto.

  4. giagina

    io non taglio figurati.
    le sevltine però era piu riferito al fatto che tutte le decisioni nel PD dalla sua nascita alla sua primaria conduzione sembrano essere stata prese un po di corsa, senza la discussione che , anche Cuperlo, auspicava.

  5. giagina

    baeolè, se presenterà il libro a Roma te lo farò sapere (so che stanno preparando una cosa a Ostia, magari vai a farti ‘na magnata di frittura)

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