L’insostenibile leggerezza degli eventi

Non sono buona. Mi devo arrendere a questa evidenza. Dev’essere il mio crescere in parrocchia e il mio amore, mal gestito e poco coltivato, per la filosofia che mi fa cercare in ogni comportamento umano una giustificazione. Non un’assoluzione o una condanna, ma un disegno. E il più delle volte divento sospettosa.
Ora sono rimasta un po’ interdetta di fronte ai tanti movimenti che hanno animato il palcoscenico politico di questi ultimi giorni.
Mentre ero via un amico americano di fede repubblicana, per capirci di quelli che si cacciano un dito in gola al nominargli Obama, mi ha spiegato che i repubblicani non hanno votato Sarah Palin in quanto ritenuta poco paracula per stare dalle parti del Presidenza degli States. Non poco onesta, ma poco paracula. Il mollare un intervista per stizza è stato per loro inconcepibile. Chi comanda deve avere sempre risposte a tutto, non è accettabile che rimanga interdetto o silente. Che capo sarebbe? Ti deve rispondere su tutto, dalla sua vita privata alla ricetta del tacchino per il thanks-giving. Non è ammessa esitazione. Sulla veridicità poi giudicherà il popolo, però non è ammessa ignoranza. Siamo su un grande palco, lo show must-go-on, se non ricordi le battute inventale ma lo show deve andare avanti.
Mi ha fatto molto effetto questa discussione, i vaghi da noi la stanno facendo da padrone.
E purtroppo hanno un elettorato che non chiede conto mai di nulla. E questo è un problema.
In due giorni , due importantissime regioni d’Italia, rischiano in occasione delle elezioni, di essere azzoppate per degli errori incredibili nella presentazione delle liste. Gente che non autentica le firme, chi si scorda mezza documentazione a casa, chi mangia panini, chi copia i simboli.
La reazione finora è stata di sberleffo, uh uh guarda questi cretini cos’hanno combinato.

Ma a me non quadra.

Il Pdl non è un partito , e questo lo sappiamo, è un’azienda, che tratta ed ha trattato i suoi deputati come dipendenti. Quindi non è pensabile una serie così fitta di decisioni personali. Nel PdL si esegue, non si pensa. Il capo è considerato dai suoi una specie di semidio che con una mano firma i decreti, con l’altra disegna farfalline smaltate, con la bocca canta con Apicella mentre fa piedino alla Merkel e nel frattempo dice le preghiere con le zie suore il tutto mentre la escort di turno lo omaggia, in più non produce croste, guarisce dai traumi come Superman e vivrà fino a 120anni perchè ha deciso così.
Ecco uno così, che ha sempre dato di se l’immagine di avere tutto in mano, in poche ore frana. E su tutto:
Affaire Di Girolamo “ L’ha portato uno di AN…certo è un caso molto grave, ma non ho opinioni in merito”. Cioè ti dicono che un senatore del tuo schieramento è stato votato dalla ndrangheta e tutto quello che hai da dire è “Boh”.
Che poi il massimo è che Di Girolamo ha scelto per farsi dare consigli da De Gregorio, cioè uno che si è fatto eleggere in un partito per mollarlo due nanosecondi dopo, uno che in quanto a etica dovrebbe avere l’ordine di tacere su tutta la linea, si permette di “spiegare il caso” – Di Girolamo ha fatto una leggerezza- cencio che si fa consigliare da straccio.
Leggerezza numero 1 – Cencio e Straccio
Leggerezza numero 2 – Ho fame, le firme le porto dopo, me faccio la mortazza
Leggerezza numero 3 – Ahò quant’è bello ‘sto logo quasi quasi lo copio
Leggerezza numero 4 – Le firme di legge queste sconosciute
Leggerezza numero 5 – Le autentiche sui moduli , queste inutili lungaggini
Leggerezze? Ma è il Pdl o la weight watchers?
me spiàs ma non ci credo
Però se allarghiamo un attimino gli spazi temporali, possiamo anche cogliere qualche scossa di avvertimento. Un partito che non è un partito, dove la democrazia interna è utopia, dove solo i portavoce hanno visibilità per far risaltare il capo. Feltri impegnato da tempo a segare le gambe a Fini, la destra che cerca di rientrare nei buchi da dove è uscita e si sa le cloache a Roma sono vaste, la Lega che se la ride perché becca voti a destra e sinistra con impegno zero, anzi che rincara la dose facendo anche la figura di quelli “onesti” ( le regole, come dice Maroni, son regole, ovviamente dopo aver piazzato figli, nipoti, mogli su ogni possibile seggiola) .
Il capo , diciamocela tutta è stato impegnato a sanare i fatti suoi appoggiato obtorto collo da tutti, anche quando era palesemente indifendibile, non si sa a prezzo di quali favori di scambio (una manciata di sottosegretari forse non basta) su tutto una successione che prima o poi dovrà avvenire perché NON si campa fino a 120 anni.
Si cerca sempre di buttare tutto a carico della sinistra, ma ormai con poca convinzione e poca presa sul pubblico nella tattica del vittimismo che tanto ha pagato in questi anni. Si delegittimano i magistrati cercando di far prevalere il primato di uno sulla giustizia per molti. Arriveranno i manifesti col volto insanguinato? Una botta di culo per l’immagine della vittima perfetta che vale ben un paio di denti. Forse.
Resta che i più incazzati sono gli ex di AN che minacciano di tutto “Siamo pronti a tutto” che ricordano tanto i fucili di Bossi. “La forma non conta”, che significa la legge non conta.
Un bel casino di faide all’ultimo sangue per quanto mi riguarda. E non c’è da sperare in una presa di posizione del loro elettorato che sul piano critico è pressochè inesistente.

Giusto ieri, dopo che i talk show politici sono stati oscurati (la par condicio al contrario, o tutti o nessuno, quindi nessuno, anzi solo io) Rai3 ha mandato in onda un documentario sulla Dittatura con un bel prologo, la legge elettorale Acerbo, massima resa con poca spesa.
E arriva la velata minaccia “Se si continua così faccio un partito mio”.
Mio. E Marina è così simile a suo padre…

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3 thoughts on “L’insostenibile leggerezza degli eventi

  1. Non sappiamo cosa succederà. Possiamo immaginarlo, ma così tanto per fare. Sta per crollare? Forse. Colleziona errori e mancanze? Certo. Ma non cadrà mai da solo. Bisogna mandarlo a casa o in villa (in quale?). E’ necessario lottare. Ha ancora tante possibilità, tanti mezzi, troppi seguaci. Per questo ci toccherà ancora sentirne parlare e parlarne, per chissà quanto tempo. 😦
    (bellissimo post, il tuo)

  2. già, omnia, ci tocca, vorrà dire che ci serviranno come punti-paradiso.

    aldorru sta cercando il verso di fare anche quello, sta sicuro

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