Entro e non oltre

In genere non faccio mai il riassunto della settimana appena trascorsa ma questa passata è stata una ben strana parentesi che spero vivamente non si ripresenti a breve o potrei prendere esempio da mio nonno.
Lunedì 8 marzo, dice che fosse la festa della donna, io non festeggio compleanni, natali, ultimi degli anni, figuriamoci se tengo alla festa della donna. Fra l’altro al mio rientro da Miami (23 febbraio) mio marito mi aveva fatto trovare un pensiero sulla scrivania, una bomboniera con mimosa allegata. Ah, gli ho detto, era la festa della donna? E lui no-no sarà l’8 marzo ma tanto è uguale!
Comunque Festa a parte io l’avrei chiamata la settimana dell’Assenza delle donne, almeno delle due che si stanno contendendo la governance del Lazio, in tutto il baillame che è venuto fuori dal casino della presentazione delle liste , le due donne sono comunque rimaste un po defilate. Come al solito la vera battaglia è stata condotta dagli uomini: tre e mezzo. Berlusconi, Bersani e Pannella più il mezzo Milione, scommetto che se avessero affidato il compito ad una velina avrebbe saputo far di meglio. Che poi qualcuno mi spiegherà perché la Bonino non riesca ad affrancarsi dal vecchio leone e ogni lista che radicali mettono in terra deve avere comunque una desinenza che finisce per pannella. Ma dacci tregua!
Mercoledì e Giovedì Equitalia ha avuto la mia completa attenzione. Non sto a lagnarvi sui perché, ma confermo che l’umanità che circola in quell’androne è fatta di miserie spicciole, gente veramente messa male per poche centinaia di euro. A questo ci dovrà essere risposta, perché badate, io credo che Equitalia faccia il suo mestiere e lo faccia anche con un front desk animato da comprensione e gentilezza. Nessun cerbero. E’ che la pressione anche per le piccole cose diventa macigno in tempo di crisi e molte delle sanzioni applicate al cittadino sono abnormi o diventano tali nella considerazione della pochezza delle sanzioni che investono chi veramente fa il grosso malaffare.
Non c’è confronto fra chi deve pagare 700 euro per non aver fatto una voltura di una macchina di un parente deceduto e chi si vede a piede libero con 230 euro di sanzione dopo aver ucciso un ragazzo per strada.Io non so come possa succedere ciò, so che non è giusto.
Detto questo veniamo al tema più caldo della settimana che poi sarà il tema caldo del mese e spero il tema caldo dell’avvenire. L’affermazione delle regole democratiche in questo Paese. Ecco che quindi vi ripropongo la famosa cartella del 1946. La Costituente.
La vittoria della democrazia.

Non la vittoria della Libertà, del resto appena riconquistata, ma lo stabilirsi della democrazia. La democrazia , il governo del popolo, che liberamente sceglie i suoi rappresentanti. Detto così sembrerebbe una strada a senso unico, dal popolo al governo, perchè in questi anni si è persa totalmente la strada di ritorno, dal governo al popolo. La spaccatura fra quello che è stato permesso al governo, a tutti i politici in genere di qualunque schieramento, in verità, e quello che è stato disatteso nel rapporto col popolo è troppo grande. Sono i privilegi della Casta e i salari da fame di un precario. Sono le 700 euro per la voltura, per il mancato rispetto della regola e il decreto interpretativo per “ l’entro e non oltre” mancato da chi vuol aver ragione a tutti i costi.
E il decreto è stato di sicuro una necessità dettata da un pasticcio che niente ha a che fare con gli attacchi di fame, ma che è stato e sarà un boomerang per Berlusconi piu di qualunque Lodo Alfano. La maggior parte delle persone non ha a che fare con la legge. Diciamoci la verità. I tribunali sono estranei alla maggior parte di noi. Ma le regole no. Le regole le viviamo ogni giorno, sulla pelle. Sono le scadenze delle bollette, sono la posta che chiude, sono i concorsi, sono le liste per mettere i figli all’asilo. Fare un decreto che cerca di variare le regole in corso è il signore che odiosamente cerca di passarti avanti mentre sei in fila per un qualunque ufficio. Lì al cittadino scatta l’ormone.
E Berlusconi lo sa, per questo ha cercato, e cerca, di far passare tutto il suo affannarsi come la necessità per ristabilire la democrazia, dopo aver bellamente disatteso la base della democrazia stessa. Le regole, valide per tutti. Non ci interessa il perché, come non interessa al vigile che ti fa la multa. Non ci sono attenuanti, ci sono fatti.
Ed allora al suo stupore riportato dai giornali dopo che è venuta fuori l’ennesima arroganza, il chiedere a chi giura di non mettere il suo impegno al servizio dei potenti e del governo ma solo al servizio della verità, che gli avrebbe fatto dire “embè e quale sarebbe il reato?” beh io la risposta ce l’avrei: porto abusivo di faccia di tolla.

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