Addio

Dai non te la prendere così, non fare queste scenate, in fondo lo sapevamo che doveva finire prima o poi, non è colpa di nessuno.
Lo so , lo so, non è facile, in fondo abbiamo passato molti anni insieme.
Ricordo ancora la prima volta che ti ho visto, eri bellissimo, mi davi una sicurezza incredibile, mi sentivo completa con te , nessuna delle mie amiche aveva qualcosa di simile e io ti mostravo a tutti con molta fierezza.
Quanti anni avevo, aspetta, fammi ricordare, cinque? forse sei? Piu di 40anni insieme, quante ne abbiamo passate …
Un sodalizio perfetto fin’ora.

Poi qualcosa ha iniziato ad andare storto, sono iniziate le incomprensioni i primi malumori, poi i dolori veri e propri. Devo confessare che da te non me l’aspettavo. Ti ho sempre trattato bene, tu e i tuoi fratelli siete stati il motore della mia giornata, un aspetto importante della mia vita.
Vi affidavo anche le cose piu dure da digerire, e voi sempre pazienti siete stati disponibili, mai un problema. Anche fra voi, intendo fra voi fratelli, non avete mai avuto problemi, una bella famiglia solida, pulita, sempre pronta al sorriso. A volte vi chiudevate in voi stessi, ma come capita a tutti, insomma niente che non potesse essere rimesso a posto con una notte di sonno, una battuta e una risata che vi riportava alla luce.
Dai non te la prendere, ci siamo curati l’uno dell’altra, e devi credere che per me è veramente difficile vederti andar via, sapere che da domani non ti vedrò più. Mi chiedo ancora chi potrà sostituirti. Credo nessuno potrà mai essere come te, così vero, così umano, così parte di me.

Certo la speranza era quella di invecchiare insieme, di raccontarci ancora di quando abbiamo mangiato insieme il primo gelato , le chewingum che la mamma ci proibiva e progettare insieme le feste di natale, col torrone e le noci che ti piacevano tanto.
In fondo potremmo dire che avevamo gli stessi gusti in fatto di cucina. Tu sei stato testimone anche dei miei primi baci, spettatore in prima fila, In effetti non ti ho mai chiesto che ne pensavi di quei miei amori, magari avresti potuto darmi un consiglio, magari fra di voi parlate di queste cose e siete esperti, chissà se vi scambiate racconti.
Tu mi sei stato vicino nei momenti belli e in quelli brutti, presente al mio crescere , al mio prendere consapevolezza del mondo, alla mia ricerca di sicurezza nel parlare .
Ti ricordi le prime interrogazioni di filosofia? Quando davanti allo specchio ripetevo ad alta voce Kant e Hegel? Tu mi guardavi di fronte e pareva mi dicessi, vai gianna quando apri bocca e fai quel sorriso li stendi tutti.

Lo so che mi volevi bene e io ne ho voluto tanto a te, credimi, le malattie non sono sempre prevedibili, vengono, spuntano quando meno te le aspetti anche quando hai fatto di tutto per prevenirle, sei stato attento a quello che mangiavi, bevevi, all’aria che respiravi, al peso, alla pressione, insomma al quadro generale e poi, puff, una mattina scopri una macchia e lì capisci che il male ha lavorato subdolo e invisibile dentro di te, scavato in profondità e niente potrà riportarti all’antico splendore. Per questo non te ne faccio una colpa, per questo ho cercato di tenerti in ogni modo. Tu ed io abbiamo fatto il possibile.

Ci siamo voluti bene ma è il momento di lasciarci. Dovrai staccarti da me e spero che tu non faccia resistenza.

Addio,vecchio molare mio.

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6 pensieri su “Addio

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