arte garibaldina

Una settimana passata ad aspettare il duello ed aver assistito ad una banale lite fra separati in casa, con piatti che volano, diti che sventolano, grugni di sbavano e condomini che dormono beati. Fra i pochi temi, in verità, rinfacciati al Napoleone c’è il disinteresse per l’anniversario 150anni della Patria, rubricato dal Napoleone stesso come la festa della nostra Repubblica, il che avrebbe fatto svenire Spadolini se ci fosse stato e non ha svegliato Dini dal suo torpone ma ha sicuramente fatto incazzare , ancor di più, Ciampi. Il nostro incravattato di rosa ci tiene all‘ Unità d’Italia e non solo a quella conquistata col risorgimento, la Patria, con la P maiuscola è sempre stata un valore della destra. La sciatteria che questo paese dimostra nel conoscere la storia , me compresa, è desolante e non si ferma a non sapere quando è stata unificata, come, con quali perdite, con quali scelte,con quali conseguenze, e nemmeno quando è stata scelta la Repubblica dai cittadini abbandonando la Monarchia, chi eravamo, perchè abbiamo scelto la Costituzione che abbiamo, quali diritti ci ha portato, quali doveri. Tutto viene archiviato come generico passato, si invoca la cimosa che cancelli la lavagna per scriverci storie nuove, meno coinvolgenti, piu deresponsabilizzanti.

Ascolti i politici e ti viene la colite, sono scorie che ti fanno scureggiare peggio di una piattata di ceci.

Non ci insegna niente il passato. Poi un sabato mattina segui distrattamente la tv mentre spazzi e spolveri e ogni tanto lanci un occhio all’offerta culturale che questo paese offre, segui ArtNews le sue proposte di mostre, di percorsi di arte e vieni colpita da un servizio breve, tre minuti, gentili parole pacate non urlate, parrebbero per niente politiche ma che sottilmente sono il controcanto al duello dei quaquaraqua, „gli iatliani hanno buttato al vento quell’esperienza che poteva portarci dritta ad un paese moderno, liberale, anche federale” parole che dovrebbero smuovere i cervelli, far riflettere su cosa siamo diventati: separati in casa avidi di assegni di mantenimento che litigano su chi deve tenere il cane. E il male è che, vista l’ignoranza e la grettezza dei genitori, quelli che ne faranno le spese sono , come al solito i figli. A noi mancano quegli uomini lì, quelli del 1861, di qua e di là della politica, quelli che hanno coraggio, onestà intellettuale e passione. Comunque ecco qua il sunto, per chi vuole si guardi il breve articolo. Io ho giusto un giornale del risorgimento da leggere…. “Dietro il Risorgimento c’era una perfetta sintesi delle anime del Paese; c’è un uomo del fare come Garibaldi che mostra incredibile lucidità politica nel comprendere che la monarchia è una tappa necessaria per riunificare l’Italia; c’è un primo ministro sabaudo laico e modernista capace di ampie visioni, e di autocritica, Cavour; c’è in Mazzini un precursore del pensiero europeo che si muove su ideali di ampio respiro. In tutti e tre c’è coraggio, onestà intellettuale, passione.“ http://www.artnews.rai.it/dettaglio_puntata.aspx?IDPuntata=553

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