Esse

Ha ancora gli occhi profondi di un tempo, solo più stanchi, li strizza un po’ quando si atteggia, preme le labbra e le spinge lievemente in fuori. Anche la mani sono le stesse, le dita grosse, sbertucciate, mani che non stanno mai ferme. Quando si siede divarica leggermente le gambe, appoggia i polsi sulle ginocchia e lascia penzolare all’interno le mani , le dita lievemente aperte.  Come allora. Anche il modo con cui porta la sigaretta alle labbra e poi la tiene fra le dita è lo stesso ed è strano come piccoli movimenti di una persona che non vedi da millenni ti restino dentro , pronti a saltar fuori e a fartelo riconoscere. Porta anche un profumo molto simile a quello di un tempo. Niente nella sua vita è simile ad allora, niente nella mia, ma non saremo mai solo conoscenti, mai solo amici, mai solo qualcosa. Abbiamo ricordi in comune che non se ne andranno e particolari che restano come i cerchi di un grande albero , piccole cose che ci hanno fatto crescere. Lasciarci è stato il primo atto da adulti. Mi piacerebbe sapere di me cosa è rimasto. E’ andata, tranquilla.

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