Inno

Ho letto, con la disattenzione che meritava, la notizia (chiamiamola tale) che ad una inaugurazione di una scuola da qualche parte in alto, non sarebbe stato suonato l’Inno d’Italia ma il Va pensiero. Zaia presente. E la notizia è ovviamente questa, un leghista che appena può non fa risuonare le trombe di Mameli e non fa risorgere i nostri morti, ma cantare gli esuli altrui. La notizia, di per se cretina, è stata opportunamente rinfocolata da un’altra notizia da deficenti spinti. La Russa, Ministro della Difesa, che annuncia un ddl per regolmetare per legge l’utilizzo in manifestazioni ufficiali dall’Inno. Cioè un decreto da uno che dovrebbe occuparsi di carriarmati e divise militari, scoppieranno sommosse se cantiamo qualcosa che non sia L’Italia chiamò? Non se ne dovrebbe occupare casomai un capo dello Stato nella su funzione di superpartes? Ma ormai qui tutti si occupano di tutto pur di avere un quindici minuti di visibilità. Ricordo che lo stesso Ministro si occupò anche di fare il bodyguard ad una conferenza stampa di B, un qualche mese fa. Se gli mettiamo una scopa in q, ci da anche una spazzata al Transatlantico. Poi leggo che ci sono –1,2 % di gettito, cala perfino l’8permille e la disoccupazione sale mi pare all’8,9 con il debito pubblico a livelli record. Ecco appunto. Pare che l’Inno sia stato suonato. E la prima notizia viene dimezzata, ma se anche fosse vera, trovo ASSAI più grave che un Ministro della Repubblica pensi di mettere mano ad un decreto di legge per obbligare qualcun’altro  a suonare l’Inno d’Italia Ci deve difendere peraltro  da pericolsi attentatori alla integrità nazionale della sua stessa coalizione . Tra tutti i problemi che abbiamo bisogna veramente ricorrere alla legge per suonare un inno? Facciamo veramente ridere i polli, ma non quelli allevati a terra, facciamo ridere i polli allevati in batteria, nelle gabbiette strette, quelli col cervello ridotto a elaborare concetti da lattante pappa-nanna-cacca. Non contenti ne fanno una questione di “identità” come se , ed è stato detto e ridetto, l’identità di un popolo ebreo che canta di Sionne, fosse la nostra. Identità. Ora ve lo dico io qual è l’identità di questo Paese. Alla fermata dell’autobus aspetto vicino ad una signora italiana ed una nigeriana, che parlano del loro lavoro. Badanti. Si ferma uno scooter ne scende una peruviana, chiede consigli a Eveline, la nigeriana, su come trovare lavoro, la signora di cui si occupava è stata ricoverata in una casa di cura e quindi “sta senza lavoro, con l’acqua alla gola”. Le due le danno indicazioni su possibilità, uffici, strutture. “Vai lì che c’è quella russa che ha delle richieste, Oppure dalla Mary sai quella che ha spostato Anthony, pare che la cooperativa di Careggi cerchi gente” . Si salutano, i figli come stanno, la mia finisce la scuola, il tuo dove va?. Arriva l’autobus, chiamami, ciao ciao. Il tutto in perfetto italiano, con qualche inflessione ovvio. Come l’avrebbe un calabrese, un piemontese o un toscano. Unite nella lingua. E nel culo da pulire ai nostri genitori. Altro che inno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...