Teresa

Mi sono alzata stamattina con un nome in testa: Teresa.
Devo ricordarmi di Teresa? devo fare qualcosa con Teresa?
Non conosco nessuna Teresa o meglio la conosco ma sono certa che non è le la Teresa di cui sento il bisogno di occuparmi.
Forse un ricordo di qualche discussione in famiglia? Ma sono certa di no.
Teresa.
Se dico il nome la mente l’associa ad un particolare pezzo di lungarno, appena sopra la pescaia di Santa Rosa. Un terrapieno che , una volta scavalcato  il parapetto ci permetteva di arrivare giu al fiume. Una cosa da bambini.
Ma non conoscevo nessuna Teresa da piccola.
La vedo che mi guarda senza vederne il viso mentre percorro idealmente il Ponte della Vittoria in autobus, e ancora giù vedo il fiume.
Non so spiegarmi questo accostamento fra un nome e spezzoni di vita, angoli di città, perfino colore del cielo. Grigio.Il tempo: l’autunno.
Teresa siede davanti a me ha la testa appoggiata al vetro, guarda giù l’acqua e pensa, ha capelli lunghi ed è magra, so di non conoscerla ma la sento quieta. Ha occhi e bellezza tranquilla di quelle che passano inosservate, regge fra mani ordinarie, un piccolo libro dalla copertina morbida e arancione, un po’ arricciata dal lungo uso. Ha i jeans e una felpa blu sul corpo magro.
Mi appare e scompare.

Continuo a fare le mie cose , durante il giorno e un po’ la dimentico, scrivo, telefono, risolvo qualcosa, poi Teresa torna all’ora di pranzo , non so come ma so che le piace l’uva, mi appare questo particolare mentre schicco un grappolino.Un pensiero improvviso non cercato, a Teresa piace l’uva.
Chissà se ha un ragazzo Teresa, non saprei dire, non lo sento, sento che me lo dovevo chiedere, sento di cercare qualcosa che non posso trovare e allora mi sono arresa a viverla così, da sensazione:

Teresa:  sento lei , viva, la sento sorridente  e vicina. La vedo camminare con le ballerine, una borsa morbida, in piazza Duomo si volta e mi dice qualcosa sull’angolo di via Ricasoli. Io resto a guardarla mentre si avvia verso San Marco.
Non so chi è, so che oggi io e lei siamo state un po’ insieme.
Fra poco esco, ed è stata una giornata strana. Non ho detto nulla e nulla ho sentito di quello che ci siamo dette, ma l’ho sentita amica.
Resto qui a scriverlo prima che mi dimentichi di lei , prima che domani sparisca, prima che Teresa torni ad essere, non so perché, sola.

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One thought on “Teresa

  1. Anch’io non conosco nessuna Teresa per cui questo nome lo associo a una bellissima canzone di De Andrè, “Rimini”:

    “E un errore ho commesso – dice –
    un errore di saggezza
    abortire il figlio del bagnino
    e poi guardarlo con dolcezza

    ma voi che siete a Rimini
    tra i gelati e le bandiere
    non fate più scommesse
    sulla figlia del droghiere”.

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