luci nel buio

Al di là della finestra della terrazza si accendono le luci sparse sulla collina, altre case, poche ville privilegiate sul promontorio. Li penso sereni, con una solidità che a me manca, magari sbaglio. Più in là so che c’è l’acqua, non posso sentire il rumore, immagino le onde che sbattono ritmiche sulle sabbia, ieri hanno fatto un falò, fra qualche settimana faranno feste, vivranno la tiepidezza di quei granelli su pelli profumate di doposole, i capelli che sfiorano spalle nude.
Mi guardo intorno in questa ennesima casa abitata per poco con gesti replicati dalla vita quotidiana, la spesa, la cena, la tv, le cose portate da casa, i giornali abbandonati su divani che non mi appartengono. Ricordo la prima casa a Barbados le luci della collina di SantJames, più sotto mamma Leone che teneva aperta la cucina fino a tardi, le ranocchiette verdi che si attaccavano alla finestra della terrazza coi loro occhioni il loro cookii, il giardino interno con i banani lucidi. Non ricordo più quante ne abbiamo provate di case temporanee in questi ventianni, i colori delle loro tende, dei copriletti, delle piastrelle si confondono nei ricordi. Solo il profumo è lo stesso non mio, non suo, di aria diversa di aria da ricordare da aria da salutare. Domani si torna.

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