Bambini

Nei giorni scorsi è circolata la notizia che il governo avrebbe inserito nel decreto sicurezza una norma per la quale si sarebbe impedito ai clandestini di registrare i figli nati in italia.
Poi è stato ovviamente smentito, nel più classico dei copioni che vedono prima annunci fuori da ogni logica e poi smentite che hanno solo il sapore di rimettere il tappo al barattolo dopo avervi cacciato dentro tutta la mano e raccogliere la marmellata di qualche annuncio propagandistico.Qualcuno ha visto nella registrazione di un bambini chissà quale impegno a vita per l’Italia, come se l’Italia non garantisse a tutti , tutti, quelli che stanno sul suolo italiano, di essere trattato con dignità, non tanto come cittadino , ma come persona, essere umano, individuo. Ma certo non sono individui umani i figli dei clandestini. Persone già minate nella dignità in modi che noi non possiamo nemmeno immaginare. E i nostri cattolicissimi e degni governanti , che si inalberano al solo pensiero di prendere una norma che mini la famiglia, non si fanno alcuno scrupolo di lanciare un’idea così immonda. Eliminare dai registri i bambini, renderli invisibili.
I bambini. Le persone piu innocenti di questo mondo.
Oggi ho visto i nuovi spot della campagna Mulino Bianco, dove una bella famigliola ( col padre sempre piu vecchio) scorrazza felice nel solito campo di grano mentre la vocina di una ragazzina ci parla del Mulino come lo vorrebbe, spot passato subito dopo quello di Fiat dove i bambini disegnano la macchina che vorrebbero, clone di uno spot Michelin dove  un bambinio disegna anche lui una stradina, con la macchina sopra, con le ruote che vorrebbe…mentre in periodo di pitti Bimbo fioriscono manifesti con tante Lolite di sei-sette anni che ciglia finte munite occhieggiano con movenze da ninfette. I bambini sfruttati, sbattuti in prima pagina per farci comprare qualsiasi cosa. I nostri bambini, quelli di cui ci preoccupiamo, quelli che vorremmo diventassero tutti premi Nobel ( ma qualcuno preferirebbe l’Oscar).Agli altri non vorremmo dare nemmeno la dignità di un nome.
Comunque sia bambini sfruttati. Ma proprio non riusciamo a crescere dei bambini per quello che sono. E dare un segno della nostra maturità?

La sete, l’igiene

scarafaggio

L’oro blu. L’acqua. La salvaguardia dell’acqua è un tema che è sempre stato molto rappresentato in comunicazione. Inquinamento, risparmio, buon utilizzo, ma anche mancanza di acqua, pozzi per le popolazioni dell’africa. La sete. E una mancanza di igiene che noi non possiamo nemmeno immaginare.
Milioni di persone ogni anno muoiono perché l’acqua che bevono è sporca,  un bambino su cinque in Africa e questo è risaputo.

Quello a cui non avevo mai pensato è che migliaia di donne nel mondo devono lavarsi o non hanno accesso ad un posto privato dove  svolgere i naturali bisogni.
E’ una cosa a cui nessuno pensa mai. Molte di queste donne vengono rapite o violentate quando sono piu vulnerabili.
WASH è un programma per la diffusione di strutture igieniche e di acqua pulita.
Se volete saperne di più o vedere le altre campagne : http://www.wsscc.org

La fame

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In Africa si muore di fame. Per comunicare questo concetto, in genere si usano i bambini, bambini scheletriti, piangenti, impietosenti. Il bambino funziona sempre in questi casi. I bambini muovono i sensi di colpa piu nascosti.
In questa campagna, invece, non si è usato alcun bambino, si è usata la fame. La nostra ingordigia.
La prima reazione del pubblico davanti a questa immagine è lo stimolo della fame, almeno i più vedono la bistecca, vedono un barbeque, sentono quasi l’odore di brace. Poi un attimo dopo si accorgono che la bistecca è l’Africa, la fame non è più la loro ma quella dell’Africa.
Questa è una campagna famosa e del secolo scorso, datata anno 1999, eppure è uno dei pochi esempi in cui non sia stato usato un meccanismo di pietà per chiedere aiuto contro la fame in Africa e specialmente in cui non siano stati usati mamme e bambini.
L’Africa però non è solo fame, ma anche violenza, il sangue che trasuda dalla bistecca.
Un forte impatto visuale, una grafica semplice, una bodycopy praticamente inesistente.
Per me, bellissima.

German Silva, il creativo che l’ha ideata non era all’epoca nemmeno 30enne e già direttore creativo in Young&Rubicam Madrid.
Ci sono , imho, due tipi di creativi che si occupano di comunicazione sociale-quelli che lo fanno per prestigio personale e quelli che lo fanno perché ci credono.
German Silva è uno di questi. Spagnolo non ancora 40enne ha al suo attivo 350 fra premi e nomination ai festival pubblicitari internazionali, attualmente è Vicepresidente Esecutivo e Chief Creative Officer di tutte le agenzie del Gruppo Euro RSCG Worldwide ed Arnold Wolrdwide in Spagna, dopo essere stato brevemente Direttore Creativo in Armando Testa a Torino. Un talento di cui vi parlerò spesso.

Positive influence

Qual è la prima responsabilità che dobbiamo avere nei confronti della società? Crescerla .
Come possiamo impegnare la nostra vita anche nelle piccole cose per farla migliore?
Sembrerà un ricordo da catechismo, e forse lo è , ma il cosiddetto “buon esempio” è una grande arma che noi abbiamo.
I bambini crescono accanto a noi, assorbono le nostre malizie , i nostri errori, i nostri comportamenti, li imitano li replicano, li amplificano.
Da una società disattenta, prevaricatrice, malata, io credo,ma non solo io per fortuna, nascono bullismo, dipendenze, arroganza, ignoranza.
Dobbiamo cercare di dare un buon esempio. E’ finanche banale.
Non è banale invece il pretendere il buon esempio, il rispetto e comportamenti eticamente corretti in ogni campo.
Io inizierei da chi ci comanda…ma questa è un’altra storia
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