Dove le donne sono solo un costo

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Vorrei dedicare la festa di domani a tutte quelle bambine che, in quanto tali, non sono mai nate.
Potrebbe sembrare retorica, ma l’aborto selettivo mi pare una cosa talmente immonda da scatenare tutta la mia indignazione di donna.
Io sono favorevole all’ aborto, ci possono essere motivazioni intime, sociali, di salvaguardia della salute, comunque sia, scelte che affidate alla donna rendano possibile questa pratica. E ci devono essere da parte di uno stato tutte quelle tutele perchè questa scelta non debba essere presa. Aiuti concreti, strutture, sostegni.

Ma l’aborto selettivo delle bambine in quanto femmine, mi pare una atrocità e credo che lo stato indiano non abbia fatto tutto il possibile per debellare questa pratica che in uno stato civile e tecnologicamente avanzato, come l’India si vuol accreditare nel mondo, è assolutamente inaccettabile.
L’uomo piu ricco del pianeta è un indiano, la crescita economica piu esplosiva è indiana, l’india ha un numero di laureati impressionante ed un expertise nei settori tecnologici all’avanguardia, eppure in una sua regione si praticano gli aborti ancora con metodi tribali e non è inusuale annegare le bambine appena nate.

Piu di un milione di bambine in un anno. Una enormità. Una mattanza che si cioncentra in una area rurale nella regione del Gujarat dove il rapporto, che nel resto del mondo vede un maschio ogni due femmine, è variato in 8 femmine per 10 maschi.Un crimine contro l’umanità, mai abbastanza denunciato. Il tutto per mantenere la convenzione sociale per la quale una donna è un costo, mentre un uomo è una risorsa.

…e io non ho altre parole.

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